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24 lug

Escursione in MTB: Panarotta e Vigolana conquistate!!

 

Sono Andrea,

Corro in MTB da alcuni anni e oggi vi voglio raccontare un mio itinerario che ho effettuato in allenamento e che mi è veramente piaciuto.

Premetto che l’itinerario in questione è classificabile come molto difficile soprattutto per la tanta salita presente ed è quindi opportuno essere ben allenati prima di affrontarlo.

Il percorso presenta comunque viari bivi ai quali è possibile cambiare rotta e ritornare al punto di partenza senza eseguire l’intero percorso da me affrontato.

 

Partenza da Caldonazzo

 

Il luogo di partenza è Caldonazzo (paese di residenza del sottoscritto) ed è quello che consiglio a tutti coloro che volessero intraprendere questo percorso in quanto, ci dà l’opportunità di partire con un terreno facile e pianeggiante che ci consente un riscaldamento ottimale prima di effettuare le asperità successive.

Partiti da Caldonazzo, per l’appunto, ci si avvia immediatamente ad imboccare la ciclabile della Valsugana, che ci porterà fino all’abitato di Novaledo, oltrepassando una piccola pineta con parco giochi (sulla sinistra scendendo) ed arrivando, dopo un breve tratto di discesa al bicigrill di Novaledo. A questo punto la ciclabile proseguirebbe sulla vostra destra per l’abitato di Marter ma noi l’abbandoniamo proseguendo diritti verso l’abitato di Novaledo e dopo aver oltrepassato un passaggio a livello inizia subito una dura salita che ci conduce nel paese. Arrivati sulla strada principale ci dirigiamo verso sinistra fino alla chiesa e lì prendiamo una strada asfaltata sulla destra in salita. Da qui in poi sarà tutta salita e dovrete affrontare tutta la montagna che vedete dinanzi a voi.

 

E’ vero sembra gigantesca ma l’emozione più grande è arrivare in cima!

 

La salita che dapprima è asfaltata, poi diventerà sterrata e i tratti si alterneranno col passare dei km. La salita è lunga e le pendenze sono subito cattive tra il 17-19%. Il primo tratto è il peggiore perché tutto al sole, mentre poi, a mano a mano che si sale ci si addentra anche nel bosco cogliendo dei tratti ombreggiati. Dopo 17 km di salita si giunge a Vetriolo Terme (godendo durante la percorrenza di paesaggi splendidi che ci mostrano tutta la bellezza della nostra vallata) dove i temerari gireranno a destra prendendo una strada forestale sterrata, sempre in salita, che condurrà alla Bassa e/o a cima Panarotta, mentre per chi ne ha abbastanza si può già decidere di scendere su strada asfaltata fino all’abitato di Levico Terme, per poi ritornare al luogo di partenza.

 

Verso il Monte Panarotta

 

Per tutti coloro che proseguiranno con il mio itinerario, d’ora in poi (giunti a quota 1500 mt s.l.m circa) il caldo non si farà più sentire come prima e si inizierà ad apprezzare la fresca brezza di montagna.

Inizialmente la strada è in salita e dopo 5-6 km inizierà una breve discesa che porterà fino ad una malga. Da qui inizia un sentiero ben più duro che ci porterà fino ai quasi 1800 mt della Bassa. Arrivati nei fantastici prati della Bassa il panorama è stupendo ed oltre alla vallata versante sud (Borgo, Novaledo, Levico…) visibile alle vostre spalle, è possibile osservare, davanti a voi la splendida alta Valsugana (con Pergine e tutte le sue frazioni) con, sullo sfondo, le montagne del Brenta e sulla vostra destra la valle dei Mocheni.

 

Qui il sottoscritto ha provato a dirigersi verso cima Panarotta direttamente dalla Bassa (sulla vostra sinistra potete notare un sentiero dissestato pieno di massi simile ad una frana) ma in MTB è improbabile riuscire a percorrerlo in salita (è invece percorribile in discesa) e quindi ho deciso di girarmi e tornare indietro. Consiglio quindi una volta arrivati alla Bassa di procedere o sul sentiero in single trek in discesa fatto anche da me dopo la prova della scalata di cima Panarotta, andando quindi diritti, oppure girare sulla forestale di sinistra che vi condurrà a cima Panarotta da un altro versante (si arriva alla croce di quota 2002 mt).

Le possibilità per scendere in località Assizi e quindi Pergine Valsugana da qui sono molteplici dopo essere arrivati al parcheggio degli impianti di risalita; potete scendere dalle piste da sci, oppure scendere su asfalto fino al Compet per poi alternare tratti di sterrato a tratti in asfalto (quello che ho fatto io) oppure scendere tutto su asfalto fino al Compet e quindi decidere se dirigervi verso Levico o verso Assizi di Pergine.

 

La discesa che ho effettuato io alterna tratti in asfalto a tratti molto ripidi in pietra e sterrato. La sera prima della mia uscita aveva piovuto e quindi i tratti in pietra al 20% erano veramente molto pericolosi, quindi, arrivato nell’abitato di Vignola, ho deciso di scendere per la strada asfaltata.

 

Arrivati a Pergine Valsugana (rotatoria) è possibile ritornare a Caldonazzo percorrendo la strada principale o strade di campagna fino a Valcanover per poi prendere la nuova ciclabile all’altezza del ristorante Giropizza VIP che costeggia tutto il lago di Caldonazzo. Questa ciclabile è stata realizzata da poco ed è veramente una della più belle mai viste in quanto ti dà l’opportunità di pedalare praticamente “sull’acqua” costeggiando tutto il lago fino a Calceranica.

 

Vista del Lago di Caldonazzo

 

Variante finale per super allenati

 

Il mio allenamento invece prevedeva ancora parecchi metri di dislivello e quindi dall’abitato di Pergine mi sono diretto a Susà dove è iniziata la seconda salita lunga di giornata, che porta alla Malga Susà per poi scendere nell’abitato di Bosentino e Vattaro conquistando così anche la vetta della Vigolana.

Anche questa è una salita molto dura soprattutto fino al campo sportivo di Susà in quanto i primi 3-4 km tutti al sole hanno pendenze del 18% circa. Poco dopo il campo sportivo, la strada si fa’ sterrata, in mezzo al bosco e meno ripida. Dopo aver passato malga Susà si arriva, dopo 8 km totali di salita, ad una stanga e dopo un pezzo semi pianeggiante si inizia la discesa che porta a Bosentino passando per un castagneto. Poco dopo questo (1 tornante più in basso) vi consiglio di fermarvi e godere del panorama del lago di Caldonazzo ( foto 3) che è degno veramente di una cartolina. Dopo l’ultimo strappo si arriva a Vattaro e da qui è tutta discesa sterrata fino a Caldonazzo.

 

Conclusione

 

L’itinerario si è concluso, è molto lungo da fare (per me molto più da raccontare…), in totale sono 72 Km con 2400 m di dislivello ma vi ricordo che è possibile accorciarlo in più di un occasione scegliendo strade alternative.

Lo consiglio per persone molto allenate; il mio tempo di percorrenza è per un ritmo allenante ed è stato di poco inferiore alle 4h, senza pause; mettete quindi in conto almeno 1-2 ore in più se lo fate come escursione.

I paesaggi e i posti visti valgono comunque la fatica fatta per affrontarlo.
Il periodo ideale è verso fine agosto inizi settembre per godere di un clima ne troppo torrido ne troppo freddo.

 

A prestooo!! E fatemi sapere come è andata!!

 

Postato in: Italiano / Post in Italiano / Sport / 24 lug 2014 ore 8,59 / 0 commenti commenti
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