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27 ago

La mia gita a Malga Montalon

 

di Serena

 

Mi chiamo Serena e sono emiliana. Da piccola trascorrevo gran parte dell’estate a Cesenatico e proprio lungo la spiaggia è nata la mia amicizia con Cristina, la mia compagna di giochi trentina.
Col passare degli anni le nostre famiglie avevano perfino preso l’abitudine di avvisarsi prima di prenotare le vacanze per assicurarsi che ci incontrassimo.
Gli anni di Cesenatico e dei castelli di sabbia sono ormai passati ma l’amicizia tra noi è rimasta, prima grazie alle lettere, poi tramite mail ed ora grazie a Facebook e Skype. E dopo tanti inviti e promesse quest’estate mi sono finalmente decisa ad andare a trovare la mia amica Cristina a Borgo Valsugana!

 

Questo splendido paesino mi ha subito rapita con il suo pittoresco centro attraversato dal fiume Brenta ed i suoi graziosi ponticelli. Qui sembrano tutti dediti alle attività sportive: mentre gli adulti pedalano con abbigliamento da ciclisti professionisti, i bimbi imparano ad andare in bici senza rotelle nella piazzetta della chiesa. Altri praticano jogging e qualcuno utilizza perfino gli skirolls percorrendo la splendida pista ciclabile che porta fino a Bassano del Grappa attraverso boschetti e prati.

Ma l’esperienza più incredibile di questa mia breve vacanza è stata sicuramente l’escursione in montagna su invito del fratello di Cristina, Giorgio, il quale ci ha proposto di accompagnarlo a “controllare” le sue mucche in alpeggio.

 

Partiamo così un giorno di buon mattino e ci dirigiamo in Val Calamento seguendo le indicazioni fino a Malga Cere. Ahimè non sono abituata a camminare in montagna, ma grazie alla pietà dei miei amici trentini (non senza fiatone) sono riuscita ad arrivare fino a Malga Montalon, dove Giorgio ha lasciato in custodia ad un pastore le sue manze per tutta l’estate.
Il percorso si alterna tra boschi, pascoli e splendidi ruscelletti (consiglio dei buoni scarponi impermeabili) e tra una sosta per ammirare il paesaggio e qualche fotografia, io e Cristina ci aggiorniamo sulle nostre vite odierne.

 

verso Malga Montalon  Le mucche di Malga Montalon

 

D’un tratto Giorgio ci zittisce e ci indica qualcosa sulla montagna sopra alle nostre teste: due splendidi caprioli si stavano inerpicando probabilmente disturbati dalle nostre chiacchiere! Che spettacolo indimenticabile…

Arrivati nei pressi della malga, Giorgio riconosce subito le sue prime mucche grazie ai cartellini numerati sulle orecchie delle bestie e decidiamo di fermarci per mangiare i gustosi panini preparati da Cristina.
Dopo tanta fatica e con questa vista meravigliosa sembra il pranzo più buono del mondo ed improvvisamente cominciano ad avvicinarsi a noi incuriosite le mucche. Ma non mangiavano fieno?!

 

Mi ritrovo così a pochi centimetri da questi simpatici musoni con occhi dolcissimi anche se ammetto di aver avuto un po’ di timore vista la loro stazza!
Rifocillati, un ultimo sforzo fino alla porta d’entrata della malga dove però non troviamo il pastore, forse alla ricerca di alcune manze che si sono allontanate dal pascolo circostante.

 

 

incontro ravvicinato con una mucca a Malga Montalon

 

Subito alcune mucche si sono avvicinate a Giorgio, come se lo avessero riconosciuto e lo stessero salutando!
Dietro alla malga in un recinto troviamo poi un asinello e due vispissime caprette bicolori nere e bianche.
Scendiamo dunque dalla malga fino al nostro punto di partenza attraversando di nuovo i ruscelletti su ponticelli improvvisati fatti di pietre o tronchi d’albero.
Lungo la via incontriamo ancora qualche mucca esploratrice che ci guarda con curiosità.

 

Arrivati a Borgo, Giorgio decide di mostrarmi la sua stalla e l’ultima arrivata: la mucca Prosperina. Il nome deriva da S. Prospero, patrono del paese e questo vitellino è nato proprio nella notte del santo.
Nella stalla vi sono diverse mucche gravide che ruminano fieno in sale tranquille ed accanto a loro il pony “Turbo”.
Giorgio dopo avermi mostrato orgoglioso il frutto del suo duro e secondario lavoro, decide di regalarmi un’ultima esperienza sensoriale per una cittadina come me: un bicchierone di latte ancora tiepido! Inizialmente un po’ titubante lo assaggio, il gusto è completamente differente dal latte parzialmente scremato che compero al supermercato…

 

E con ancora vividi il sapore del latte ed i profumi delle malghe e dei pascoli torno a casa di Cristina, felice di aver ritrovato le mucche perdute :-)

Postato in: Italiano / Natura / Post in Italiano / Sport / 27 ago 2013 ore 15,49 / 1 commento commenti
Commenti
maria grazia
29 ago 2013 ore 18,43

io sono nata a Borgo Valsugana questi luoghi li conosco tutti sono stupendi …..mi è piaciuta molto il racconto di Serena…ora vivo a Lecco è da 3 anni che non posso tornare al paese … xproblemi di salute ma appena possibile ci torno…

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